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QUINTO INCONTRO

Comunità e persone al centro. Il futuro della montagna tra sgretolamento del tessuto sociale e processi rigenerativi

Chi abita la montagna, il suo futuro e il suo benessere sono stati il filo conduttore e obiettivo, spesso implicito, dei tanti temi trattati negli incontri dell’Officina Montagna. Questo incontro che si propone a conclusione del ciclo di riflessioni, confronti e laboratori dell’Officina Montagna, non a caso pone al centro proprio le comunità residenti nelle Terre Alte Friulane.   

I dati della montagna friulana, così come le immagini e le testimonianze dirette parlano chiaro: la montagna friulana soffre per una popolazione che si è dimezzata in poco meno di 70 anni, un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia (276%), un indice di natalità ai minimi (5,7%) e una presenza di stranieri molto ridotta (3,6%). La montagna così perde progressivamente forza produttiva e riproduttiva, conosce un drammatico impoverimento del tessuto sociale, in taluni casi comprendendo anche la perdita del nucleo minimo di comunità necessario per ricostruire il futuro. 

La crisi con cui si confrontano le comunità in Friuli Venezia Giulia sembra essere un fenomeno in caduta libera, ormai irreversibile. Spopolamento infatti significa perdita di comunità, riduzione progressiva dei servizi primari (salute, istruzione, beni di prima necessità), caduta dell’attrattività del luogo, abbandono del territorio circostante con conseguente perdita dei connotati di vivibilità, spaesamento (vivere un luogo desiderando di vivere altrove), ecc. 

Ma con un po’ di ottimismo nell’immaginare il futuro e soprattutto con una politica interessata ad affrontare il problema della montagna in modo radicale, lo spopolamento potrebbe essere proprio il fattore che muove il futuro in tutt’altra direzione. Costi più bassi di case e terreni in seguito alla bassa richiesta del mercato potrebbero incentivare il trasferimento di nuovi abitanti e il restare dei residenti; gli spazi vuoti, la poca concorrenza e le criticità stesse potrebbero essere terreno fertile, e il punto di ripartenza, per far fiorire nuove idee e nuove pratiche di comunità; un lavoro trasversale sulla qualità dei prodotti e sui servizi della montagna - dall’educazione all’impresa, dalla produzione di energia pulita alla gestione del paesaggio – affiancato a politiche di vantaggio e ad una valorizzazione del contesto economico, sociale e ambientale, potrebbe far risalire l’appetibilità e la forza attrattiva dei paesi di montagna. 

A ben guardare tra le maglie della montagna friulana, le progettualità nascenti, le idee e i tentativi di ripartire proprio dalle comunità non mancano e hanno spesso una portata fortemente innovativa. Nel corso dell’incontro verranno presentate alcune esperienze che puntano a ristabilire relazioni tra gli abitanti, a rafforzare il senso di appartenenza ai luoghi e a far scaturire sistemi di welfare che rigenerano comunità.  

Le metodologie in atto sono varie, dalle mappe di comunità al coinvolgimento diretto degli abitanti in “comunità di progetto”, accomunate dalla volontà di rinforzare i processi democratici di coinvolgimento dei cittadini, rendendo gli abitanti stessi protagonisti del proprio futuro e sviluppo territoriale. A fianco a questo “brulicare” di progettualità che coinvolgono le comunità, assistiamo, come altrove, a fenomeni di “restanti”, “ritornanti” e “nuovi abitanti”, uniti dalla volontà di tenere la montagna come loro centro di vita, di socialità e di produzione, un fenomeno che seppure limitato nei numeri, ha un grande significato e una grande forza imitativa.

Forse siamo ancora in tempo per invertire il corso delle cose nella montagna friulana!!!

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2020
15.00 – 18
 

Saluti istituzionali a cura di 

Roberto Pinton, Magnifico Rettore Università degli Studi di Udine 
Mauro Steccati, Presidente UTI Torre e Sindaco del Comune di Tarcento 
Mauro Pascolini, Delegato al progetto Cantiere Friuli dell’Università degli Studi di Udine 

Interventi

Ulderica Da Pozzo, Fotografa
40 anni di scatti e raccolta di testimonianze nella montagna friulana, tra presenze, abbandoni e ritorni

Gianluca Cepollaro, Direttore di STEP – Scuola per il governo del territorio e del paesaggio Trento
La formazione e i processi partecipativi per il sostegno allo sviluppo dei territori montani

Ivan Provenzale, Libero professionista e nuova abitante in Val Tramontina
Comunità di Progetto": processi partecipativi per trasformare il territorio

Agata Gridel e Claudio Pellizzari, Assocazione Culturale Arci Cocula e liberi professionisti in Carnia
Progetti e strumenti per attivare le piccole comunità di montagna

Vanni Treu, Cooperativa Cramars
Il formicolio sociale dei processi rigenerativi della montagna FVG

MONTANARE PER SCELTA
Elisa Manig
, Azienda agricola Manig, Tiglio di San Pietro al Natisone
Cècilia Paola Loits, Azienda agricola Le Erbe di Lina, Val Resia

Andrea Membretti, Università di Torino – Dipartimento culture, politica e società
Nuova domanda di montagna e il progetto Innov-Aree: uno sportello per accompagnare le persone che vogliono vivere nelle Terre Alte